Scriverti parole mute, poco credute,
parole che non devono sperare l 'ingannare,
né volare l 'inseguimento,
ma tramestare basse e gorgoglianti,
come tante gallinelle d 'acqua alla cova,
parole che non mi chiamano e non mi cercano più,
parole che mostrano i denti ed
i sottecchi ringhiano sottovoce
parole rattoppate, rivoltate come calzini e lanciate
in aria come bastoncini a illuminare
l 'androne qui sotto scriverti
senza parole come è difficile
scriverti parole che cerco a tento
ni come anguille nella melma
e che non si lasciano prendere dalle mie mani lente,
dalla mia fame da bambino, parole tristi
e inaffondabili come le piccole papere gialle che avevo nella vasca,
perdo tutto dalle tasche,
perdo tutto dal naso, perdo tutto dai sogni e
senza di te mi infilo nel grande letto camion
e mi ingozzo di storie veneziane di
Alvise
Zorzi e di piccoli cantici ebraici,
delle lettere di
Darrella
Miller e viceversa.
E senza di te non scriverei come adesso,
fin d 'allora, l 'ultima volta per te,
e senza scrivere dormo,
e dormo troppo per non doverti scrivere,
Perché più scrivo,
più mi stringo un cappio al collo
Perché quando tutto mi
sembra più chiaro
Tanto più sento d 'essermi perduto
Sto scollando parole da me stesso
Vedi le figurine di
Sor
Pampurio
Nel vecchio corriere dei piccoli
C 'è qualcosa che ti
risulta a forma di ruota
in tutta quest 'ultima grande
estate passata insieme.
C 'è qualcosa che può brillare an
cora nelle notte d 'inverno,
davanti al tuo giardino bombardato?
Addio,
Massimo.
Post scriptum.
È un periodo che mi sembra tutto
troppo caro per le mie tasche,
come quando avevo dodici
anni.
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